I punti che contano davvero in questa fase
- La 38ª settimana rientra nell’early term, non nel pieno termine: il range considerato pienamente a termine va da 39+0 a 40+6.
- Le contrazioni di Braxton Hicks sono in genere irregolari e meno intense; il travaglio vero tende a diventare sempre più regolare e ravvicinato.
- Se i movimenti del bambino diminuiscono rispetto al solito, va contattato subito il punto nascita o l’ostetrica.
- La visita di controllo di queste settimane serve soprattutto a misurare crescita, pressione e urine, per intercettare segnali come la pre-eclampsia.
- Borsa parto, documenti, numeri utili e piano per il tragitto dovrebbero essere già pronti.
Cosa sta cambiando nel corpo e nel bambino
Alla fine del terzo trimestre il bambino può davvero arrivare da un momento all’altro, ma io trovo utile chiarire subito un punto: non è ancora il pieno termine. A 38 settimane la maturazione continua, soprattutto per cervello e polmoni, mentre il piccolo tende a guadagnare ancora un po’ di peso e spesso si abbassa nel bacino. Per te questo si traduce in più pressione sul pavimento pelvico, bisogno di urinare spesso, sonno più scomodo e quella sensazione di pancia “pesante” che molte donne descrivono negli ultimi giorni.
In questa fase sono comuni anche Braxton Hicks, mal di schiena, digestione lenta, gonfiore e stanchezza mentale. Io guardo sempre tre cose: come si muove il bambino, quanto sono regolari le contrazioni e se compaiono segnali nuovi che prima non c’erano. È questo il passaggio che aiuta a distinguere un finale di gravidanza affaticante da un inizio di travaglio vero, e ci porta al controllo successivo.
La visita di controllo adesso ha uno scopo preciso
In queste settimane il controllo prenatale non è solo una formalità. Di solito il team misura la crescita della pancia, verifica la pressione arteriosa e controlla le urine alla ricerca di proteine, perché proprio alla fine della gravidanza si vuole intercettare in tempo un possibile quadro di pre-eclampsia o altri segnali da seguire da vicino. Se hai avuto mal di testa insolito, gonfiore improvviso o disturbi visivi, non tenerli per te: dillo chiaramente.
Io consiglio di arrivare alla visita con un mini elenco mentale di domande, perché quando sei stanca è facile dimenticare i dettagli utili. Per esempio:
- Il bambino si muove come al solito?
- Le contrazioni che sento sono solo preparatorie o vanno monitorate?
- Se il parto non parte, qual è il piano del mio centro?
- Se è previsto un cesareo programmato, in che settimana viene fissato di norma?
In assenza di urgenze, molti percorsi assistenziali preferiscono non anticipare inutilmente il parto prima delle 39 settimane, proprio per lasciare più tempo alla maturazione fetale. Dopo aver chiarito il quadro clinico, il passo più utile è imparare a leggere bene i segnali del travaglio.

Come riconoscere l’inizio del travaglio
Qui spesso nasce la confusione più grande, perché la pancia dura, il mal di schiena e la pressione pelvica possono comparire sia nelle ore che precedono il parto sia in giornate in cui il corpo si sta solo preparando. Io separo sempre i segnali in due gruppi: quelli che restano fastidiosi ma fluttuano, e quelli che diventano più ordinati e insistenti.
| Segnale | Più tipico del travaglio vero | Più tipico di Braxton Hicks |
|---|---|---|
| Contrazioni | Regolari, sempre più ravvicinate e intense | Irregolari, spesso brevi e intermittenti |
| Durata | Di solito 30-70 secondi | Variabile, spesso meno “costante” |
| Effetto del riposo o del cambio posizione | Di solito non spariscono del tutto | Possono attenuarsi o passare |
| Dolore | Si sente in modo progressivo, a volte anche nella zona lombare | Più simile a un indurimento o a un fastidio irregolare |
| Tappo mucoso | Può esserci perdita di muco rosato o brunastro | Di solito no |
| Rottura delle acque | Possibile, con liquido che fuoriesce in modo continuo o a getto | No |
Se le contrazioni diventano regolari, aumentano di intensità e arrivano con una distanza sempre più breve, il sospetto di travaglio sale rapidamente. Se invece cambiano molto da un’ora all’altra, spesso sei ancora nella fase preparatoria. La fase latente può durare ore o persino giorni, quindi non serve correre al primo indurimento della pancia. La vera linea di confine, però, è nei segnali che richiedono una telefonata immediata.
Quando devi chiamare senza aspettare
Io non aspetterei mai “fino a domani” se compare uno di questi segnali. A questo punto della gravidanza, una chiamata in più è quasi sempre una scelta migliore di una in meno. Contatta subito l’ostetrica, il ginecologo o il punto nascita se:
- i movimenti del bambino sono meno frequenti del solito o il suo schema cambia in modo netto;
- noti sangue rosso vivo o un sanguinamento diverso dal piccolo spotting già noto;
- si rompono le acque e il liquido è verde, marrone, maleodorante o continua a uscire senza sosta;
- hai febbre, brividi o ti senti improvvisamente poco bene;
- compaiono mal di testa forte, vista offuscata, dolore nella parte alta dell’addome o gonfiore improvviso di mani e viso;
- le contrazioni diventano molto regolari, forti e ravvicinate, al punto da non riuscire a parlare o camminare normalmente durante di esse.
Un dettaglio importante: non esiste un numero “magico” di calci da contare ogni giorno. Quello che conta davvero è il pattern abituale del tuo bambino. Se qualcosa ti sembra diverso, non interpretarlo da sola troppo a lungo. Una volta chiarito quando partire, resta il lato più concreto: cosa avere già pronto.
Cosa preparare nelle prossime ore
Qui si guadagna serenità in modo molto semplice. Io consiglio di preparare una borsa per te e una per il bambino, più un piccolo piano logistico scritto in un posto visibile. Non serve esagerare, ma serve evitare di cercare il caricatore del telefono quando le contrazioni sono già iniziate.
| Cosa preparare | Perché conta davvero |
|---|---|
| Documenti, tessera sanitaria e cartella della gravidanza | Accelera l’accettazione e riduce il rischio di dimenticare esami utili |
| Telefono e caricatore | Servono per avvisare chi ti accompagna e restare reperibile |
| Vestiti comodi per te | Ti aiutano a stare più a tuo agio nelle ore del travaglio e dopo il parto |
| Cambio e primo corredino del neonato | Evita di dipendere da acquisti o rientri improvvisi a casa |
| Assorbenti postpartum | Le perdite dopo il parto sono normali e vanno gestite con materiali adatti |
| Seggiolino auto installato | È uno dei dettagli più facili da dimenticare e uno dei più importanti al rientro |
| Acqua e snack leggeri | Possono essere utili se il travaglio si allunga e ti senti scarica |
Io aggiungo sempre due cose molto pratiche: chi guida e da quale ingresso si entra nel punto nascita. Sembra banale, ma nei momenti di fretta queste informazioni fanno la differenza. Se hai già sistemato tutto questo, puoi affrontare le ultime ore con molta meno confusione mentale.
I dettagli che evitano corse inutili all’ultimo minuto
Se il travaglio non è ancora partito, non significa che ci sia qualcosa che non va. Molte gravidanze restano tranquille ancora per un po’, e questo è perfettamente compatibile con un decorso normale. Il punto, secondo me, non è forzare il corpo, ma restare attenta ai segnali giusti e tenere una routine semplice: riposo quando puoi, pasti leggeri, idratazione e un po’ di movimento dolce se ti fa stare bene.
- Controlla ogni giorno i movimenti del bambino nel suo schema abituale.
- Non affidarti a rimedi improvvisati per “sbloccare” il parto senza averne parlato con l’ostetrica o il ginecologo.
- Rivedi con il tuo partner o con chi ti accompagna il piano pratico per partire.
- Tieni il telefono carico e i numeri utili già salvati.
- Se hai dubbi, chiama: in questa fase è una forma di prudenza, non di esagerazione.
Alla fine, questa settimana chiede più metodo che eroismo: se sai leggere i segnali, hai già preparato l’essenziale e non trascuri i movimenti fetali, arrivi al parto con più calma e meno corse inutili.
